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LUCCA e le vie dei santi 2012

Secondo la leggenda del diacono Leobino (XII sec.) il prodigioso crocifisso fu tutto scolpito da Nicodemo - già membro autorevole del Sinedrio - ad eccezione del volto, che fu portato dagli angeli mentre l'iconografo dormiva. La statua rimase nascosta in una grotta per molti secoli, per timore che i giudei la facessero oggetto di spregio. Fu ritrovata nel VIII secolo, su suggerimento divino, dal vescovo Gualfredo, pellegrino in terra Santa. In quel periodo nell'oriente cristiano le immagini sacre, venivano distrutte secondo i dettami iconoclasti. Gualfredo, per salvare la prodigiosa icona lignea del Salvatore, la pose su di una nave, affidandola alla guida della Provvidenza. L'imbarcazione giunse nel porto di Luni, dove l'accolse il Beato Giovanni, vescovo di Lucca (780-801), avvertito in sogno da un angelo. Il santo vescovo suggerì di risolvere la controversia sorta tra gli abitanti di Luni e i lucchesi affidando la scelta, ancora una volta, al volere divino. Il crocifisso fu posto su un carro trainato da buoi non domati e senza guida, i quali si incamminarono verso la città di Lucca: ciò fu segno di predilezione divina. Ai fedeli della diocesi di Luni il vescovo Giovanni fece dono di una delle ampolle del Preziosissimo Sangue, trovate nel misterioso crocefisso reliquiario (l'altra si conserva a Lucca nella Basilica di San Frediano). La leggenda di Leobino prosegue con la narrazione di dodici miracoli, tra i quali molti sono comuni ad altre storie di fondazione, in particolare alle vicende del prodigio del Cristo di Beirut, già riferite in antichi testi conciliari, redatti con lo scopo di autenticarne il culto:

  • Un giullare, di origini provenzali, suona, con genuina spontaneità, davanti al Volto Santo e riceve in dono il calzare d'argento.
  • Rivelazione della preghiera con la quale Nicodemo venerava l'immagine.
  • Manifestazione prodigiosa delle Reliquie contenute nel Simulacro.
  • Testimonianza del Patriarca di Gerusalemme sull'autenticità delle Reliquie e sulla paternità della scultura, opera del discepolo nicodemo, che animato dall'intento di conservare e tramandare l'immagine del Salvatore del mondo, lo rappresentò così come lui l'aveva visto pendente sulla Croce.
  • Un giovane tedesco dona una tavola d'oro all'altare del Volto Santo, in ringraziamento per la salute recuperata.
  • Guarigione di un bambino cieco.
  • Liberazione di un giovane vessato da due anni dal demonio che lo rendeva muto.
  • Guarigione di una ragazza dalla mano inaridita.
  • Liberazione di una fanciulla posseduta da tre demoni.
  • Liberazione di una donna, di fronte al Volto Santo, dal suo corpo usci il demonio, sotto forma di carboni ardenti.
  • Guarigione di un paralitico, originario della Sassonia.


  • In occasione del 3 maggio, (festa dell'invenzione della Santa Croce) e del 13 e 14 settembre, (solennità dell'esaltazione), ancora oggi, momenti forti del calendario religioso e civile cittadino, il simulacro viene rivestito con paramenti e gioielli preziosi: veste di velluto con ricami dorati, corona, collare, gioiello, calzari, scettro, chiavi della città. Questi preziosi ornamenti, conservati nel Museo della Cattedrale, affermano il potere divino della croce ed esaltano il carattere regale e sacerdotale del Signore Crocefisso; ma, richiamano anche la gloria, la forza e la ricchezza dell'antica Repubblica lucchese e testimoniano la profonda e sentita devozione dell'intero popolo lucchese.

    In questo giorno, in Cattedrale, l'arcivescovo celebra il solenne pontificale di Santa Croce, durante il quale, al canto del gloria, al centro della navata, in corrispondenza della cappella del Volto Santo, viene incendiata 57 la stoppa, posta su di una graticola di ferro. È questo, un'antico privilegio concesso al vescovo di Lucca "ab immemorabili", già in uso nei riti della incoronazione dei re e dei pontefici (a simboleggiare la transitorietà della effimera gloria del mondo: "sic transit gloria mundi"). Durante l'anno, nelle maggiori solennità, si ripete questo espressivo rito.



    Il VOLTO SANTO / La Vestizione

    Il volto santo così come appare normalmente nel suo aspetto usuale , prima della vestizone (credito fotografico by Carlo Rossi)



    Particolare del collare (credito fotografico by Carlo Rossi)



    Alcuni scatti in cui vengono sistemati il collare e il gioiello del Volto Santo (credito fotografico by Carlo Rossi)



    Alcuni scatti in cui Cesare sistema il manipolo (credito fotografico by Carlo Rossi)



    Particolare dell'angioletto che porge due delle quattro chiavi della città di Lucca (credito fotografico by Carlo Rossi)



    Particolare delle edicole della fascia inferiore del fregio posto sopra la veste di velluto del Volto Santo (credito fotografico by Carlo Rossi)



    Momenti in cui vengono posti i calzari al Volto Santo (credito fotografico by Carlo Rossi)



    Particolare (credito fotografico by Carlo Rossi)



    Alcuni momenti del posizionamento dello stolone e altri ormamenti nella parte inferiore della veste; nella foto di destra il Volto Santo come appare dopo la vestizione (credito fotografico by Carlo Rossi)